Ca’ Foscari, omaggio a Ottavia Piccolo

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Venezia – Ha esordito sul grande schermo nel 1963, a 14 anni, recitando una parte nel Gattopardo di Luchino Visconti. Ha lavorato con registi del calibro di Ettore Scola, Pupi Avati e Michele Placido. E da oggi, Ottavia Piccolo è docente onorario di Ca’ Foscari. L’attrice altoatesina, 65 anni, è stata nominata membro del corpo docente per le discipline dello spettacolo all’Auditorium Santa Margherita, durante una cerimonia col rettore Carlo Carraro e il delegato per le attività teatrali Carmelo Alberti. Ottavia Piccolo è la terza docente ad honorem dell’Ateneo veneziano, che in passato aveva conferito un titolo analogo all’esperto di mondo arabo Abdel Aziz Sager e al poeta coreano Ko Un: “Siamo felici di accogliere Ottavia come membro del Corpo accademico di Ca’ Foscari. – ha detto Carraro -. Il suo valore riconosciuto è tale da meritare appieno questo titolo, conferito a una persona che ha dato un grande contributo alla crescita culturale di questo paese. C’è infatti sintonia tra la missione dell’ateneo e il lavoro svolto da Ottavia Piccolo nel campo delle produzioni culturali e della valorizzazione della conoscenza.” “Ottavia Piccolo – ha aggiunto Alberti – è una delle più importanti e interessanti personalità dello spettacolo nazionale e internazionale. Ha al suo attivo una lunga carriera, iniziata all’età di undici anni, contrassegnata da esperienze vissute accanto ai maggiori protagonisti del teatro, del cinema, della musica e dei media”. Dal canto suo, Ottavia Piccolo ha affermato che da cinquant’anni adopera “le parole degli altri” per trasmettere emozioni. Ma dopo aver citato due poesie (“Possibilità” di Wislawa Szymborska e “Ballata delle donne” di Edoardo Sanguineti) e un testo teatrale (“Don Diana” di Stefano Massini), ha concluso la sua lectio megistralis con un ringraziamento a suo marito e una riflessione personale: “Oggi mi sento come una camminatrice che pensava di andare a fare una passeggiata in un bosco e invece ha raggiunto una vetta, una che solo per aver fatto onestamente il suo lavoro vince un premio, quello più importante di tutti: cioè la stima e l’affetto di tante persone che stima e a cui vuole bene”.
Alessandro Macciò

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